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  • Emilio Mordini

Preferisco non prendere medicine


"Preferisco non prendere medicine", Quante volte ho ascoltato questa frase? Tante, sicuramente, probabilmente troppe. La parola “farmaco” significava in origine sia medicamento sia veleno, e l’avvento dell’obbligo di vendita di alcune sostanze solo su presentazione di ricetta medica nasce alla fine del 1700 per proteggere dagli avvelenamenti. La nostra vita è, però, piena di contaminanti in parte velenosi. La maggior parte di ciò che respiriamo, mangiamo, beviamo, tocchiamo contiene prodotti di sintesi, di molti di questi si ignorano gli effetti sul corpo umano nel lungo periodo e, a volte, anche nel breve. Sarebbe, quindi, facile ribattere che noi non sappiamo le conseguenze sul nostro organismo anche di molti prodotti naturali e che, in fondo, sappiamo molto di più dei farmaci. Due errori sommati non fanno, però, una verità: se non conosciamo una cosa, ciò non implica che sia bene non conoscerne due. Una certa cautela è quindi giustificata.

Le persone che “preferiscono non prendere medicine, solo raramente, però, si preoccupano di altri prodotti e sostanze che non siano i farmaci. Spesso bevono serenamente bibite, o mangiano caramelle, che contengono più prodotti di sintesi di quelli contenuti nella maggior parte dei medicinali. Se esistesse un foglietto delle indicazioni e controindicazioni del prosciutto cotto, la sua lunghezza sarebbe forse maggiore di quella di molti prodotti farmaceutici. Si potrebbe obbiettare che è una questione di concentrazione della sostanza, le sostanze pericolose sono concentrate nei farmaci mentre sono molto più diluite negli oggetti della vita comune. Ingurgitare l’intera scatola di un antiaritmico probabilmente fermerà il cuore e determinerà la morte, mangiare anche un’intera forma di gorgonzola produrrà al massimo mal di pancia. Chi si suiciderebbe mai mangiando cioccolatini? Non è, però, del tutto vero. Il diabetico che non rinuncia alle crostate, l’iperteso che sala tutti le sue pietanze, l’enfisematoso che non smette di fumare, il cirrotico che continua a bere alcolici, sono tutti esempi di suicidi tramite l’uso di sostanze, differiti nel tempo ma non per questo meno efficaci.

Coloro che “preferiscono non prendere medicine” aborrono gli psicofarmaci più di ogni altro farmaco. Se si ritraggono schifati quando un medico propone loro di prendere mezza compressa di diuretico, vien loro addirittura la pelle d’oca se gli si prescrivono 10 gocce di Tavor. Sono disposti ad ingurgitare litri di tisane, a dedicare ore ad estenuanti esercizi di rilassamento, ma per nulla al mondo prenderebbero un tranquillante o un antidepressivo. Poco male se si limitassero a loro stessi, queste persone si impegnano spesso a convincere amici e familiari a fare la loro stessa scelta, consigliando a destra e manca di “buttare via quelle gocce che avvelenano”. A volte possono persino provocare disastri, come quando, convincono persone affette da una malattia mentale grave a non seguire la terapia farmacologica o, ancora peggio, quando dissuadono un malato oncologico da rispettare la cura. Un altro comportamento pericoloso di queste persone è quello, ugualmente tipico, di accettare di prendere un farmaco, modificandone di nascosto la posologia. Il dottore prescrive loro, ad esempio, un antidepressivo o un antidolorifico: queste persone ne assumeranno mezza dose, invece che la dose intera, con il risultato che il medico sarà portato a pensare che il farmaco non è efficace quando, invece, è solo sotto dosato.

Perché queste persone temono così tanto le medicine e gli psicofarmaci in particolare? Perché temono di perdere il controllo di sé stesse. Aborrono anche solo l’idea che una sostanza estranea possa influenzare la loro mente o modificare il loro corpo senza, o contro, la loro volontà. Sono vittime della loro credenza in un potere quasi magico dei farmaci, e specialmente degli psicofarmaci. Coloro che temono le medicine, sono spesso affascinati da ipnosi, magia, astrologia; parlando con loro, scoprirete che non di rado conoscono e credono alle più svariate teorie cospirative (da Dan Brown sino agli Illuminati); sono persone interessate in ogni possibile retroscena, se volete conquistarle dovete chieder loro di spiegarvi il lato nascosto di un qualche fatto, che loro hanno inevitabilmente capito. Chi sogna di essere così potente, potrà mai accettare di addormentarsi grazie a poche gocce di un tranquillante o che una pillola gli allevi dolore? Così coloro che "preferiscono non prendere medicine" rimangono impotenti e deboli e, per di più, con insonnia e mal di denti: poveri maghi e streghe i cui sortilegi si devono arrendere davanti a una benzodiazepina.


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